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Curiosità sulla Juventus Football Club |
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All'anno 2006 sono state 230 le squadre, di
34 nazioni diverse, che la Juventus ha incontrato in gare
ufficiali dal 1900 ad oggi. Le formazioni affrontate il maggior
numero di volte sono l’Inter (205 scontri diretti), il Milan
(197), il Torino (178), la Roma (163), il Bologna (156), la
Fiorentina (152), la Lazio (146), il Napoli (138), il Genoa
(125) e la Sampdoria (109). |
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Nei 74 campionati della massima serie del
calcio italiano disputati dal 1930 al 2006, la Juventus ha
preceduto il Milan 45 volte e l’Inter 44 volte. Inoltre solo
nella stagione 1958/59 la Juventus e l’Inter hanno chiuso il
campionato nazionale appaiati al terzo posto della classifica,
con le zebre avanti all'Inter per differenza-reti. Da
notare che escluso nella stagione 1945/46 la Juventus ha chiuso
il campionato in generale davanti ai rossoneri e nerazzurri. |
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La Juventus ha come soprannome Signora
o Madama in dialetto piemontese. L'aggettivo Vecchia
si originò per l’età media molto elevata della squadra (33 anni
di Monti, Orsi e Caligaris; 32 di Rosetta, ect.) negli anni
1930.
Un altro curioso soprannome, che ha origine almeno dagli anni
venti del secolo passato, riservato soprattutto in maniera
spregiativa a giocatori e tifosi da parte dei sostenitori delle
squadre rivali, è gobbi, derivato dal piemontese goeba,
che significa fortuna. Alcuni sostengono che l’origine del
termine sia da scrivere alle maglie molto larghe che, quando i
giocatori correvano sul campo, si gonfiavano sulla schiena fino
ad assumere, appunto, la forma di una gobba. Infatti negli anni
settanta del XX secolo, la Curva Maratona, la curva più
calda dei tifosi della squadra del Torino -rivale storico-,
intonava spesso il coro "goeba, goeba" per sfottere i tifosi
della Juventus.
Un altro celebre appellativo della Juventus è La Fidanzata
d’Italia. Si racconta, appunto, che in quegli anni dove
iniziò a diffondersi nell'Italia la radio. Dal Piemonte alla
Sicilia si ebbe un notevole rilievo di la serie di grande
successi della squadra bianconera: 5 scudetti consecutivi vinti
dal 1931 al 1935 (periodo conoscuto come "Il Quinquennio
d'Oro"), che appunto ascoltati in tutto il territorio nazionale,
rese di casa la Juventus, che da allora annovera tifosi in tutto
la nazione ed anche oltre confine. |
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Al pari del Genoa, la Juventus è la prima
squadra italiana ad avere al seguito un "treno speciale" di
tifosi in occasione di una partita di campionato (Juventus 2-0
Genoa a Milano il 1º aprile 1906) e ad avere partecipato in una
competizione europea di calcio (Coppa Europa Centrale
nella stagione 1928/29). |
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La Signora ha partecipato a sette
edizioni della Coppa Europa Centrale, un campionato continentale
di calcio che equivaleva (e anteccessore), durante gli Trenta e
Quaranta del secolo XX, all'attuale UEFA Champions League. Per
cinque volte raggiunse le semifinali (stagioni 1931/32; 1932/33;
1933/34; 1934/35 e 1937/38).
Di quelle partite, il confronto di ritorno degli semifinali
della Coppa Europa Centrale della stagione 1931/32 tra la
Juventus e la squadra cecoslovacca dello Slavia Praga rimanse
negli annali, perché fu viziata da pesanti schermaglie fra le
due federazioni, al punto che l’apparato fascista dovette
intervenire per chiedere precise garanzie, ovvero, pretendendo
un servizio d’ordine assolutamente inconsueto per una partita di
calcio. Quella partita si giocò il 10 luglio 1932 a Torino e la
Juventus, alla fine del primo tempo, aveva già dimezzato lo
svantaggio (2-0 grazie ai goal di Renato Cesarini, che non era
stato squalificato nonostante l’espulsione nel match d’andata a
Praga, dove lo Slavia ha vinto per 4-0, ma si era intanto visto
infliggere una salatissima multa, e di Raimundo Orsi).
All’inizio del secondo tempo il portiere cecoslovacco dello
Slavia, Planicka, mentre l’azione di gioco era lontana dalla sua
aerea, si accasciò al suolo “come morto”, forse colpito da una
pietra lanciata dai tifosi bianconeri, irriveriti per il gioco
eccessivamente ostruzionistico dei cecoslovacchi. I suoi
compagni dapprima lo circondarono e poi lo trasferirono di peso
negli spogliatoi, senza ritornare più in campo. Lo Slavia,
infatti, si ritirò ed all’arbitro Miesz non restò altro che
prenderne atto, sospendendo la partita. I medici della Juventus
visitarono, negli spogliatoi, Planicka e non riscontrarono
tracce di lesioni. Poteva essersi trattato di un malore, ma si
sospettò subito che questo gesto antisportivo della squadra
cecoslovacca non servisse ad altro che ottenere a tavolino la
qualificazione per la finale. I giocatori juventini, convinti
della loro innocenza, andarono in vacanza per riposarsi, in
attesa della finale, programmata per la fine di agosto del
stesso anno; finale che non disputarono mai, in quanto il
Comitato Organizzatore della Coppa, con un provvedimento molto
polemico, squalificò entrambe le squadre ed assegnò il titolo di
campione all’altra finalista di quella coppa, il Bologna. |
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La Signora ha giocato in totale
quattro edizioni della Coppa delle Coppe, che ha vinto in una
occasione (vittoria 2-1 nella finale contro il Porto nella
stagione 1983- 84) e, in altre due occasioni, arrivò sino alle
semifinali. Da notare che nelle altre tre partecipazioni in
quella competizione europea, la Juventus è stata sempre
eliminata dalla squadra finalista perdente: contro l’Arsenal
nella stagione 1979-80 (andata 1-1, ritorno 0-1), contro il
Barcellona nella stagione 1990-91 (a. 1-3, r. 1-0) e contro il
Liverpool nella stagione 1965-66 (a. 1-0, r. 0-2). |
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Nell'ultima fase del secondo conflitto
mondiale, tra gli anni 1943 e 1945, la società juventina prese
il nome di "Juve Cisitalia". Appare possibile nella temporanea
denominazione il riferimento alla Repubblica Cisalpina di fine
del Settecento dettato, probabilmente, dal particolare momento
storico. |
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L'arrivo dello scudetto alla bacheca societaria
bianconera nella stagione 1949-50 ruppe un sortilegio: nelle
scadenze decennali (1910; 1920; 1930 e 1940), tutte del secolo
passato, il titolo nazionale era infatti sempre andato all'Inter. |
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Nel 1925 il giocatore Felice Levratto firmò
due cartellini, uno per la Juventus e l'altro per il Genoa.
Anche lui aveva "dimenticato" che l'unico cartellino valido,
secondo il regolamento dell'epoca, per la Federazione di Calcio
era quello gia' firmato per l'Hellas Verona, squadra per la
quale giocava e alla quale dovette rimanere dopo aver scontato
una lunga squalifica. Passò poi al Genoa. Questo successo,
sopranominato “Il caso Levratto” fu meno noto ma del tutto
identico al famoso "Caso Rosetta" (tra il calciatore Virginio
Rosetta, il Pro Vercelli e la squadra juventina). |
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La “zona Cesarini”, espressione tuttora
usata, prende il nome da Renato Cesarini, calciatore storico
della Juventus e della Nazionale Italiana negli anni Trenta del
Novecento, specializzato nel segnare goal quasi allo scadere del
90°. |
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Il 5 aprile 1952 la Juventus giocava allo
Stadio Comunale contro la Sampdoria. Sul risultato di 2-1, in
azione di contropiede il centravanti juventino Vivolo eseguì un
cross che spiovve qualche metro fuori dall'area di rigore
blucerchiata. Il danese Karl Aage Hansen lo raccolse al volo e
si vide la palla filare, dopo essere passata ben dentro i pali,
verso la Curva Maratona, e cadere oltre la rete di
recinsione. Stupore e incredulità da parte del pubblico perché
nessuno ricordava d'aver visto un pallone che, dopo aver
sfondato una rete, seppure vecchia e lisa, continuasse la corsa
quasi senza parabola. Manente e Muccinelli furono i primi ad
accorrere e a richiamare l'attenzione dell'incredulo arbitro
Pieri sul largo squarcio, proprio in alto e vicino al ferro di
sostegno. Pieri non solo non concesse il goal, ma si rifiutò
perfino di controllare l'integrità della rete, come sarebbe
stato suo preciso dovere. |
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Quando ancora non si parlava di "calcio
totale" e la Nazionale olandese non aveva mostrato i primi
giocatori cosiddetti "per ogni ruolo", la Juventus ebbe nelle
sue file uno degli più forti "jolly" che sia mai esistito
nell'era del calcio professionale: Pietro Magni giocò con la
squadra bianconera, dal 1942 al 1948 (con l'intervallo della
seconda grande guerra), un totale di 106 partite segnando anche
27 reti. Quando lasciò la Juve aveva ricoperto tutti gli undici
ruoli della squadra, dal portiere al centravante. Si trattava
sempre di partite ufficiali di campionato e per ogni ruolo è
citato il primo e in qualche caso unico, incotro giocato con
quel numero sulla schiena. |
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La tribuna sud dello Stadio Delle Alpi (come
diversi tornei giovanili e premi per fair-play) porta il nome di
“Curva Gaetano Scirea” in omaggio al libero e capitano della
Juventus e della Nazionale Gaetano Scirea (1953-1989), morto in
un incidente stradale in Polonia da allenatore in seconda della
squadra. Nel passato quella tribuna si chiamava “Filadelfia”
(usato tuttora dai sostenitori del Torino, come nel vecchio
Stadio Comunale). |
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La Juventus è, insieme al Bayern Monaco,
l’unica squadra europea ad aver disputato almeno una finale di
Coppa dei Campioni "Champions’ League" in ognuno degli ultimi
quattro decenni (dalla decada di millenovecentosettanta). |
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Nell’agosto del 2006, in omaggio a Gianluca
Pessotto, la Juventus ha annunciato il ritiro della maglia
numero 7. |
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Per la prima volta nella storia del calcio
mondiale, otto calciatori di uno stesso club (Gianluigi Buffon,
Fabio Cannavaro, Gianluca Zambrotta, Mauro Camoranesi e
Alessandro Del Piero per l’Italia e Lilian Thuram, Patrick
Vieira e David Trézéguet per Francia, tutti giocatori della
Juventus) hanno giocato una finale della Coppa del Mondo. È
stato nella XVIII edizione del Mondiale di calcio in Germania. |
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Il 1° novembre 2006, giorno del 109°
aniversario della fondazione della Juventus FC, nasce
Juventus Channel, il canale tematico satellitare della
società bianconera. La sua sede si incontra nel Juventus
Center, sede d'allenamento della squadra in Vinovo. |
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Citazione |
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«Vinca la Juve o vinca il
migliore?»: «Sono fortunato, spesso le due cose coincidono.» |
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(Giovanni Agnelli, 1921–2003) |
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